Ma’s point of view

who’s Jack Ma? Ask Wiki

Advertisements

Robots Cascadeurs

source: ce site

scaled_full_d0915f5286a901838e00A l’heure où la modélisation numérique fait de tels progrès qu’il est devenu possible de faire “jouer” des acteurs décédés dans un film, Disney explore une piste qui sent bon l’animatronique à l’ancienne: des robots humanoïdes cascadeurs. Présenté dans une vidéo de démonstration diffusée par le site TechCrunch, le projet consiste plus exactement à créer des machines qui exécutent des figures de voltige, sauts de l’ange, salto et autre vrille, avec un réalisme confondant – sinon troublant, surtout pour les cascadeurs.

stuntronics-un-robot-cascadeur-impressionnant-bientot-dans-les-parcs-disney-77003Oubliez, en effet, les mouvements saccadés et les postures rigides qui trahissent la machine. Walt Disney Imagineering, la division recherche et développement du studio, a conçu un robot capable non seulement de mimer un humain mais aussi de corriger sa gestuelle en plein vol, comme par exemple en se mettant en boule au moment de la descente pour atterrir dans des piles de cartons ou en effectuant un mouvement de balancier accroché à une liane avant de se propulser dans les airs en lançant les jambes en avant.

x1080-gtVAppelé Stuntronics (contraction de stunt, cascade, et electronics, comme animatronics venait de animation et electronics), ce robot est équipé d’accéléromètres et de gyroscopes, des capteurs servant à mesurer accélération et position angulaire de la machine, ainsi que de télémètres laser mesurant les distances et d’une technologie de vision par ordinateur. Cette machine est en fait la continuité directe d’un autre projet appelé Stickman qui testait toutes ces techniques sur une ébauche de robot cascadeur consistant en trois barres articulés. A priori, le projet est destiné aux parcs à thèmes de Disney, où il est impossible par définition de s’en remettre à des personnages virtuels. Mais, au vu du résultat, il est tout à fait envisageable de les voir intégrer un prochain tournage de film d’action.

 

Cariche inerti per resine

fonti: uno e due

Sono considerate cariche tutti i materiali inerti, generalmente polveri di varia origine (minerale, vegetale, metallica) e granulometria, che possono essere aggiunti alle resine per modificarne le caratteristiche come il peso, la resistenza meccanica, la lavorabilità, la densità, l’aspetto, la tixotropia e la consistenza in genere, senza però modificarne la reazione chimica.
L’aggiunta di cariche inerti nella resina comporta l’aumento del volume del composto (resina + carica), riducendo al contempo la percentuale di resina nella massa. Questo genera diversi vantaggi, come l’abbassamento del picco esotermico (massima temperatura raggiungibile durante il processo di polimerizzazione delle resine), l’aumento della stabilità dimensionale e il contenimento del costo totale.
Ogni tipo di carica ha in genere un diverso comportamento nei riguardi della resina in cui è stata additivata, e ciò determina le caratteristiche finali del composto. Le particelle delle diverse cariche infatti hanno strutture diverse tra di loro: possono essere sferiche, lamellari, poliedriche o amorfe, e ciò influisce sul rapporto tra incremento di volume e viscosità del composto. Di seguito alcuni esempi di cariche comunemente impiegate.

Polveri e graniglie minerali:

  • Expanglass (granuli di vetro soffiato):inerte leggero ed altamentemicrosfere-vetro-cave-s resistente a compressione. Non assorbe resina ed ha alte resistenze chimiche. Compatibile con tutti i tipi di resina.
  • Sabbie di quarzo: pure e selezionate da utilizzare con resine epossidiche, nella preparazione di malte ad alta resistenza per riparazioni di pavimenti industriali, sigillatura lesioni, rifacimento parti mancanti; edilizia, restauro.

Graniglie metalliche:

    • Graniglia di alluminio: carica per la costruzione di stampi in resina epossidica; agevola la dissipazione del calore.
    • Graniglie selezionate di rame, bronzo, ottone e zinco:conglomerati ad alto graniglie_metallichecontenuto di metallo, con legante poliestere per settoreartistico e oggettistica.
    • Grafite: in polvere finissima costituita da carbonio puro, utilizzata per disegnare su carta creazioni prospettiche,sfumature e per dare rilievo a luci e ombre. Se dispersa in un legante permette di ottenere colorigrafite-polvere-small per pittura. Utilizzata anche come carica inerte per resine da colata e resine da laminazione.

Graniglie vegetali:

  • Gusci di noce: macinati, vengono utilizzati nel settore restauro per sabbiature delicate su dipinti e opere in legno, o in impasti con resine per ottenere conglomerati (esempio: pasta legno lavorabile per restauro di opere lignee).
  • Polvere di legno: ottenuta dalla macinazione di fibre vegetali, è ideale per essere polvere-legno-smallutilizzata come carica inerte di riempimento per resine e colle nella produzione di composti da colata, stucchi e paste che una volta induriti, assumendo le caratteristiche tipiche del legno come il peso, la lavorabilità e l’aspetto, possano essere utilizzati per interventi riempitivi e di ricostruzione di supporti e manufatti in legno.
  • Polpa di cellulosa: è costituita da microfibre di pura cellulosa insolubili nella maggior parte dei solventi, ed è utilizzata come carica inerte per resine e nella preparazione di pappette o impacchi di pulitura per superfici lapidee ed affreschi, alle quali conferisce proprietà supportanti e assorbenti.polpa-cellulosa-small

Scoperto un nuovo organo nel corpo umano

fonte: Ansa del 29/03/2018

Rivoluzione in arrivo in anatomia, con la scoperta di un nuovo organo, tra i più grandi del corpo umano: si chiama interstizio e si trova diffuso in tutto l’organismo, sotto la pelle e nei tessuti che rivestono l’apparato digerente, i polmoni, i vasi sanguigni e i muscoli. E’ formato da cavità interconnesse piene di liquido e sostenute da fibre di collagene ed elastina. Agisce come un vero e proprio ammortizzatore, ma la sua presenza potrebbe spiegare anche molti fenomeni biologici come la diffusione dei tumori, l’invecchiamento della pelle, le malattie infiammatorie degenerative e perfino il meccanismo d’azione dell’agopuntura. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dall’Università di New York e dal Mount Sinai Beth Israel Medical Centre.

interstizioEtichettato per decenni come semplice tessuto connettivo, l’interstizio era rimasto invisibile nella sua complessità a causa dei metodi usati per esaminarlo al microscopio, che lo facevano apparire erroneamente denso e compatto. La sua vera natura è stata invece osservata per la prima volta grazie ad una nuova tecnica di endomicroscopia confocale laser, che consente di vedere al microscopio i tessuti vivi direttamente dentro il corpo, senza doverli prelevare e poi fissare su un vetrino. Impiegata su alcuni pazienti malati di tumore che dovevano essere sottoposti a chirurgia per rimuovere pancreas e dotto biliare, la tecnica ha permesso di osservare la reale struttura dell’interstizio, che è stato poi riconosciuto anche in tutte le altre parti del corpo sottoposte a continui movimenti e pressioni. Alla luce della sua complessità, l’interstizio si è così “meritato” la promozione ad organo.

interstizio 2Questa scoperta ha il potenziale per determinare grandi progressi in medicina, inclusa la possibilità di usare il campionamento del fluido interstiziale come potente strumento diagnostico“, spiega Neil Theise, docente di patologia all’Università di New York. Il continuo movimento di questo fluido potrebbe spiegare perché i tumori che invadono l’interstizio si diffondono più velocemente nel corpo: drenato dal sistema linfatico, questo sistema di cavità interconnesse è la sorgente da cui nasce la linfa, vitale per il funzionamento delle cellule immunitarie che generano l’infiammazione. Inoltre, le cellule che vivono in questi spazi e le fibre di collagene che li sostengono cambiano con il passare degli anni e potrebbero contribuire alla formazione delle rughe, all’irrigidimento delle articolazioni e alla progressione delle malattie infiammatorie legate a fenomeni di sclerosi e fibrosi. Il reticolato di proteine che sostiene l’interstizio, infine, potrebbe generare correnti elettriche quando si piegano, seguendo il movimento di organi e muscoli, e per questo potrebbe giocare un ruolo nelle tecniche di agopuntura.

Arriva Hunova, un robot per la riabilitazione

fonte: Ansa.it

section-3Le nuove tecnologie e l’industria 4.0 estendono le loro applicazioni nel settore sanitario con un robot per la riabilitazione di pazienti con disabilità in ambito neurologico e spinale. Il robot si chiama hunova, è nato con brevetti dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ed è prodotto e commercializzato in tutto il mondo da Movendo Technology, la prima medical company made in Italy attiva nella robotica riabilitativa (50% Dompé, 43% i fondatori e inventori Simone Ungaro, Carlo Sanfilippo, Jody Saglia, 7% IIT).

hunova integra meccatronica, elettronica, sensoristica, e software: 4 motori, 2 sensori di forza/coppia, un sensore inerziale, più di 100 metri di cavi, un cervello elettronico, 1 interfaccia e 4 schede elettroniche di controllo. La sua intelligenza artificiale o centro di controllo combina big data, algoritmi avanzati di interazione uomo-macchina e rete di sensori, mantenendo un’estrema semplicità di utilizzo da parte dell’operatore come del paziente. I fattori che caratterizzano hunova sono la rilevazione e misurazione oggettiva dei parametri biomeccanici del paziente e l’elevato livello di assistenza e intervento robotico che facilita e guida chi è sottoposto alla riabilitazione, stimolandolo con protocolli somministrati in forma di gioco (videogame interattivi). Gli ambiti di applicazione terapeutica in campo neurologico riguardano gli esiti di ictus ischemico con o senza emiplegia, malattie neurodegenerative, morbo di Parkinson, Sclerosi Multipla, ma anche il campo ortopedico, quello geriatrico e della medicina dello sport.

Al momento sono operativi 28 robot di cui 2 negli Stati Uniti, 1 in Germania e Grecia. Il centro spinale dell’ospedale Niguarda di Milano diretto da Michele Spinelli e il Centro di Recupero e Riabilitazione Funzionale Villa Beretta (Lecco) diretta da Franco Molteni (Ospedale Valduce di Como) stanno implementando l’uso del robot.

Immagine-Configurazione-Monopodalica

Leachy ou Reachy ?

Dans le cadre d’un projet de recherche, Pollen Robotics et l’INCIA ont créé en 2017 Reachy, un bras robotique bio-inspiré reprenant la taille et les mobilité d’un bras adulte à 7 degrés de liberté. Reachy est destiné à être une plateforme de recherche et d’expérimentation permettant, par exemple, d’explorer de nouvelles interactions ou encore les problématiques liées à la commande dans des espaces de grandes dimensions. Open source, imprimé en 3D et modulaire, il est conçu pour pouvoir facilement s’adapter à différent setups expérimentaux !

reachyandleachyAujourd’hui Reachy est disponible dans une nouvelle version qui inclue:

  • une mécanique totalement revue permettant la réalisation de mouvements lisses et précis,
  • la cinématique inverse et directe,
  • la possibilité d’ajouter une main faite par OpenBionics,
  • une version bras gauche appelée Leachy

À ne pas rater le site web officiel de Pollen Robotics 🙂

pollen