what’s up, Handle?

Handle

Handle is a research robot that stands 6.5 ft tall (about 2 meters), travels at 9 mph (about 14.5 kmh) and jumps 4​ ​feet vertically (about 1.2 m). ​It uses electric power to operate both electric and hydraulic actuators, with a range of about 15 miles (about 24 km) on one battery charge. ​​​Handle uses many of the same dynamics, balance and mobile manipulation principles​ found in the quadruped and biped robots built by Boston Dynamics, but with only about 10 actuated joints, it is significantly less complex. Wheels are efficient on flat surfaces while legs can go almost anywhere: by combining wheels and legs Handle can have the best of both worlds.

R1, il primo robot per le famiglie

fonte: questo articolo de La Repubblica

R1“Sarà un robot rassicurante e piacevole”. Con queste parole, un anno e mezzo fa, Giorgio Metta annunciava a Repubblica l’inizio di un grande progetto: portare i robot umanoidi nelle case degli italiani. Oggi, sotto il suo coordinamento, quel sogno ha un nome: R1 – your personal humanoid è il primo robot sviluppato a basso costo, concepito per raggiungere il mercato di massa. Un team di 32 ricercatori e designer dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), polo d’eccellenza in Italia e nel mondo, sono riusciti nell’intento di creare un umanoide al costo di una tv di ultima generazione. E per completare l’obiettivo manca solo un passaggio: la produzione in serie. Ma non ci vorrà molto, al massimo 18 mesi e lo vedremo scorrazzare in giro per il mondo.

Un tuttofare con rotelle. R1 sarà un amico fidato che ci aiuterà nelle faccende domestiche o nel lavoro da ufficio. Lo vedremo in hotel dietro il banco della reception o in ospedale in aiuto di infermiere e caposala nella gestione di cartelle e dati. All’inizio gli dovremo insegnare tutto: dalla planimetria dell’ambiente alla collocazione degli oggetti. Ma in poco tempo sarà in grado di muoversi in autonomia, riconoscendo ambienti, volti e voci e compiendo azioni al posto nostro. Come fare un caffè o prendere il telecomando al posto nostro, senza farci alzare dal divano.
R1 body“Noi ci siamo spremuti le meningi per abbattere i costi mantenendo alta la qualità. – spiega Metta – Abbiamo cercato di rendere il tutto meno dispendioso utilizzando materiali economici, come polimeri e plastiche, che richiedono processi produttivi meno costosi rispetto a quelli tradizionali”. Il prezzo finale dipenderà da quanti robot verranno costruiti. “Per i primi 100 prototipi abbiamo individuato un target di prezzo che si aggira sui 25mila euro. Superata questa soglia, il prezzo inizierà a scendere e continuerà a calare man mano che diventerà un prodotto di consumo. La fascia, più o meno finale, di prezzo sarà di 3mila euro, quanto il costo di un moderno televisore al plasma”.

I precedenti. R1 è il risultato di un lungo percorso di sperimentazione e ricerca che raccoglie la conoscenza acquisita dai ricercatori con la creazione di altri robot, in particolare di iCub: l’umanoide costruito per gli studi sull’intelligenza artificiale, oggi presente in tutto il mondo con 30 prototipi. Rispetto a lui e agli altri umanoidi in circolazione, però, le differenze sono tante: “iCub è un prodotto di ricerca in cui il prezzo non era importante. R1 invece è un tentativo di approcciare il mercato di massa in cui il prezzo diventa questione fondamentale”, spiega Giorgio Metta.

R1 armE anche con il famoso robot umanoide Pepper, che da poco è stato adottato sulle navi da crociera, il confronto non regge perché R1 ha il dono della presa. In Pepper le mani servono solo per indicare o fare dei gesti ma non per compiere azioni. Per realizzare R1, invece, i ricercatori si sono concentrati proprio sulla possibilità di farlo interagire con l’esterno attraverso l’uso degli arti superiori, donandogli la capacità di afferrare oggetti, aprire cassetti o porte. Un valore aggiuntivo rispetto alle alternative già esistenti sul mercato, che gli assicurano un posto d’onore tra i tuttofare di casa. Le mani e gli avambracci di R1 sono rivestiti di una pelle artificiale, con sensori che conferiscono al robot il senso del tatto, permettendogli di ‘sentire’ l’interazione con gli oggetti che manipola. Il disegno delle mani è stato semplificato rispetto a quello di iCub per garantire robustezza e costi contenuti, pur consentendo l’esecuzione di semplici operazioni domestiche. Hanno la forma di due guanti a manopola e il polso è sferico, aspetti che gli permettono di sollevare pesi fino a 1,5 kg e chiudere completamente la presa attorno a ciò che afferra, specialmente oggetti cilindrici come bicchieri e bottiglie. Ma non è tutto.

R1 faceAnatomia di un robot. Dalla testa alle rotelle, R1 è un concentrato di tecnologia avanzata. Il volto è uno schermo LED a colori su cui compaiono delle espressioni stilizzate: pochi, semplici tratti per un modo semplice e veloce di comunicare con l’uomo. All’interno, invece, lo schermo ospita i sensori per la visione, due telecamere e uno scanner 3D, quelli per l’equilibrio e per la generazione e percezione del suono. Il corpo è allungabile e ‘snodabile’, con il busto che si estende fino a 140 centimetri e il torso che si torce anche lateralmente. Stesso discorso per gli arti meccanici, che possono guadagnare fino a 13 cm. Nella ‘pancia’, invece, trovano posto tre computer che governano le capacità del robot, dal calcolo al movimento della testa, sino al controllo di tutti i sensori. Una scheda wireless permette al robot di collegarsi alla rete internet, ricavando informazioni utili all’interazione con l’uomo e gli aggiornamenti del software.

La memoria di una vita.
L’idea è che queste macchine diventino il centro di tutta la nostra comunicazione digitale: mantengano l’agenda, ci aiutino a ottimizzare la pianificazione, diventino la nostra interfaccia con altri strumenti di uso quotidiano. “Man mano che il robot starà con noi, inizierà ad avere memoria di tutto ciò che facciamo e che abbiamo fatto insieme. Magari, un giorno, avrà memoria di tutta la nostra vita e gli potrò chiedere di accedere a ricordi, tra foto e video”, conclude Metta. E a questo punto è il caso di dirlo, la rivoluzione sarà entrata in casa.

SpotMini, nice to meet you

SpotMini is a new smaller version of the Spot robot, weighing 55 lbs dripping wet (65 lbs if you include its arm). SpotMini is all-electric (no hydraulics) and runs for about 90 minutes on a charge, depending on what it is doing.

SpotMini is one of the quietest robots that Boston Dynamics have ever built. It has a variety of sensors, including depth cameras, a solid state gyro (IMU) and proprioception sensors in the limbs. These sensors help with navigation and mobile manipulation. SpotMini performs some tasks autonomously, but often uses a human for high-level guidance. For more information about SpotMini, visit www.BostonDynamics.com

ROBOT’2015 – 2nd Iberian Robotics Conference

The second Iberian Robotics Conference will take place at Lisbon, Portugal (November 19-21, 2015) and follows the First Iberian Robotics Conference held in Madrid in 2013. This previous and successful event, both from the viewpoint of their scientific and technical quality, and for the important number of attending delegates, have motivated us in organizing ROBOT 2015.

ROBOT_conf_logo

ROBOT’2015 main goal is to continue the precedent efforts in showing the robotic research and development of new applications in the Iberian Peninsula. Although focused on the works developed at Iberia the conference is open for good quality submissions from any country in the world. As in previous editions we plan to publish the conference proceedings with Springer – Advances in Intelligent Systems and Computing Series, indexed by Thomson ISI Web of Knowledge andSCOPUS. Extended versions of the conference best papers will also be published in Special Issues from several top Journals.

Robot’2015 is organized by:

  • SPR – Sociedade Portuguesa de Robótica
  • SEIDROB – Sociedad Española para la Investigación y Desarrollo en Robótica
  • GTROB – Grupo de Robótica de CEA

The event is co-located with RoCKIn Competition 2015.

sponsors

Robot’2015 will also have a Tech Transfer and Innovation Session. This session will be focused in the connection between academia and industry for knowledge transfer. The objective is to look for successful projects about startup companies, collaborative projects academia-industry, patent licensing or technical assistance to the industry that means a real translation of the research results to innovative products or services in the field of robotics. The international tech knowledge projects where are involved Portuguese and Spanish entities, like the European Frame Program, CYTED, INTERREG, MED, EUREKAS, IBEROEKA and others, are especially welcome. You are welcome to send a short paper about your knowledge transfer history for participate in this session. The session will be complemented with the participation of a Spanish techno park and a Portuguese techno park in order to detail the services provide by these entities and an expert in the scope of Portuguese-Spanish collaborative innovation projects.

dates

2011 robot sales statistical data

The latest statistical data on robot sales in 2011 and forecasts have been released for the industrial and service robots domains.

2011 marked the most successful year for industrial and service robot sales ever. About 2.5 million service robots for personal and domestic use were sold, 15% more than in 2010. The value of sales increased by 19% to US $ 636 million.

Despite the weakening global economic situation, a further robot sales increase of about 9% to about 181,000 units is likely. The sales increase will mainly be driven by the automotive industry and the electronics industry as well as by the increasing number of customers with low-volume orders from other industries. The main impulses are coming from North America, China, Brazil and Central and Eastern European countries as well as from Japan, due to the restoration of the damaged production facilities.

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