the chairless chair by Noonee

source: L. Seward’s post on this website

Coming out of NCCR Robotics lab, the Bio-Inspired Robotics laboratory at University of Cambridge (previously at ETH Zurich, Switzerland), Noonee® is a revolutionary start-up business aiming to solve healthcare problems within the manufacturing industry. The idea is to provide an exoskeleton that supports the weight of the user only when they feel tired , rather than continuously taking on this weight – meaning that the wearer is using their muscles and actively, rather than passively, sitting.

P8iHDpcWithin the manufacturing industry, keeping employees healthy has been a major concern and challenge for many companies around the world for a long time. Jobs often involve spending long periods of time bending and crouching and as a result can leave staff with substantial back and knee problems. Of 215 million industry sector workers in the EU, a staggering 85 million are reported to suffer from muscle related disorders. Market solutions that are currently available may also pose problems as they limit short term tiredness by taking all the weight of the user, which can lead to muscle weakening. What is needed is a product that can support staff working on production lines while keeping them healthy. The “chair” is not a chair as we know it, but more of an exoskeleton for the legs with a belt to attach it to the hips and straps that wrap around the thighs. The slim structure has joints that allow the wearer to move freely, but when the wearer is in a position they wish to stay in for a long time (e.g. crouching under a car on a production line), this position can be fixed, meaning that the wearer does not need to use the same muscle groups for long periods of time to hold the position. The advantage of such a structure is that it can be worn anywhere and can also be used when standing and walking. This reduces the space required as compared to a traditional chair and reduces the hassle when compared to other solutions, such as chairs that are strapped to the user.

imageThe Chairless Chair® is currently still in prototype and the current version requires the user to fix a position by crouching down into the required position and pushing a button. It is hoped that future iterations of the Chairless Chair® will be actuated to allow the system to become intelligent and understand the intention of the user, allowing it to be fixed into position without any additional input from the wearer.

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all’IIT si stampano cartilagini!

da quest’articolo de La Repubblica dell’11/10/15

L’intuizione del genovese Luca Coluccino: togliere la “memoria” al tessuto e riprodurlo

L’idea gli è venuta a Pittsburgh — la città della Pennsylvania famosa per Flashdance e le antiche industrie dell’acciaio — ma continuerà a svilupparla sulla collina di Morego, a Genova, nell’Istituto Italiano di Tecnologia. Luca Coluccino ha 28 anni, una laurea in ingegneria biomedica e una passione per le articolazioni delle ginocchia. Lo si capisce dalla tesi di laurea e dal suo dottorato di ricerca al’IIT, dove dal 2013 studia come ricostruire e riparare le cartilagini.

084139429-51f017df-9dea-4c3a-95e2-cc1e89146d41Lo scorso anno, durante un periodo all’Università di Pittsburgh, Luca ha azzardato: “Ma perché invece di fare protesi sintetiche non proviamo a creare una cartilagine vera? Una cartilagine senza parti artificiali. Biologica, umana. E poi usiamo questo tessuto senza forma come “inchiostro” per una stampante in 3D“. Era un’idea un po’ folle: creare la cartilagine è l’ambizione dei gruppi di ricerca più avanzati del mondo, dalla Corea del Sud agli Stati Uniti. Ci provano da anni, senza successo. Ma Luca e il team con cui lavora — il gruppo Smart Materials del Dipartimento di Nanofisica dell’IIT — ci sono riusciti. E a metà settembre hanno spiegato come fare al TERMIS di Boston, la conferenza mondiale di riferimento per la medicina rigenerativa.

Luca arriva all’IIT con un maggiolone anni ’70, la giacca stilosa e una barbetta bionda accennata. A parlar di cartilagini gli si illuminano gli occhi. “Sono affascinanti perché non si ricreano come le ossa — spiega — Se un adulto ha una lesione grave a una cartilagine bisogna sostituirla con protesi metalliche o plastiche. Ma sono parti estranee al corpo umano: causano problemi di rigetto e non durano all’infinito“. Tra qualche anno potrebbe non essere più così, perché il team dell’IIT in collaborazione con l’Università di Pittsburgh (dove Coluccino era sotto la guida di un altro genovese, il ricercatore Riccardo Gottardi) ha trovato la “ricetta” per ricostruire cartilagini, tendini e menischi. Ad ascoltare Luca Coluccino sembra semplice: si tratta chimicamente una cartilagine, per esempio, sino a farla diventare un liquido che ha perso tutte le informazioni che nel corpo di un’altra persona potrebbero dare reazione immunitaria. “Solo una cosa le deve rimanere: la ‘memoria’ di essere una cartilagine“, avverte Coluccino.

ricostruzione delle vertebre cervicali per un bimbo di 16 mesi

da La Repubblica del 5 ottobre 2015

Il piccolo Jackson aveva riportato una grave frattura con distacco delle vertebre cervicali. I medici hanno usato fili speciali e le sue costole per ricostruirle

Brisbane, Australia – E’ stato definito un “intervento miracoloso” quello che ha salvato la vita a un bimbo di 16 mesi, a cui i medici che lo hanno operato hanno in pratica “riattaccato” la testa al resto del corpo. Il piccolo australiano, Jackson Taylor, è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale, mentre si trovava in auto con la madre e la sorella di 9 anni. L’impatto frontale con l’altro veicolo ha provocato nel bimo una gravissima lesione alla colonna vertebrale che ha provocato il distacco “interno” della testa dalle ossa del collojtIl piccolo è stato trasportato in elicottero in un ospedale di Brisbane, nel Queensland, sulla costa orientale del Paese, dove i chirurghi lo hanno operato per 6 ore, sotto la guida di Geoff Askin, noto come il padre della chirurgia spinale in Australia. Per l’intervento è stato utilizzato un dispositivo che teneva il cranio di Jackson completamente immobile, mentre i chirurghi riattaccavano le vertebre con dello speciale filo, e hanno poi utilizzato pezzi delle costole del bimbo come innesti.

Molti bambini non sarebbero sopravvissuti nemmeno all’impatto“, ha detto Askin “e anche se ci fossero riusciti, non avrebbero mai potuto più muoversi o respirare“. Invece il piccolo sta pian piano recuperando, anche se dovrà portare il dispositivo sulla testa (simile a un’aureola) per almeno 8 settimane. “Bisognerebbe vedere il grado di lesione del midollo spinale, però è indubbio che il piccolo abbia riportato una grave frattura cervicale con distacco e lussazione delle vertebre” spiega Carmelo Sturiale, primario di neurochirurgia dell’Ospedale Maggiore e del Bellaria di Bologna “per cui si è verificato un gap tra la testa e il collo. Ho visto che è stata usata la definizione di ‘decapitazione interna’ ma è un po’ una semplificazione perché la decapitazione prevede anche la rottura dei grandi vasi, dell’esofago, della trachea: tutte lesioni incompatibili con la vita. Per l’operazione hanno utilizzato la Halo (‘aureola’ in inglese) che è appunto una aureola metallica, che si fissa con 4 viti al cranio e poi si congiunge alla Halo vest, una giacchetta toracica, così da immobilizzare il rachide e poter quindi procedere con l’intervento“. I genitori  del piccolo Jackson, Andrea e Rylea, descrivono non solo l’intervento ma anche il recupero come un miracolo. “Per il recupero bisogna vedere l’entità del danno midollare” continua Sturiale “ma il fatto che il paziente abbia solo 16 mesi è sicuramente un fattore positivo per il recupero e la riduzione del danno neurologico. In questi casi l’intervento deve avvenire entro 24-48 ore, nei casi più gravi entro 6 ore“.

2014 Robot Statistics

The latest robot statistics for 2014 and forecast 2015-2018 were released by the International Federation of Robotics (IFR). Again, 2014 was the most successful year ever for new robot installations with the highest number of industrial and service robots ever sold. A useful overview report is available at this webpage (main homepage here).

A few major facts:

  • In 2014, robot sales increased by 29% to 229,261 units, by far the highest level ever recorded for one year. Sales of industrial robots to all industries increased compared to 2013. The automotive parts suppliers and the electrical/electronics industry were the main drivers of the growth. China has considerably expanded its leading position as the biggest market with a share of 25% of the total supply in 2014.
  • Asia (including Australia and New Zealand) was by far the biggest robot market with about 139,300 industrial robots sold in 2014, 41% higher than in 2013. This was the highest sales level ever recorded for the third year in a row. Industrial robot sales to the second largest market, Europe, increased by 5% to almost 45,600 units (a new peak). About 32,600 industrial robots were shipped to the Americas, 8% more than in 2013, reaching again a new peak for the third year in a row.
  • There are five major markets representing 70% of the total sales volume in 2014: China, Japan, the United States, the Republic of Korea and Germany. Almost 29,300 industrial robots (+17%) were sold to Japan reaching the highest sales level in that country since 2008. Since 2013, Japan is the second largest market regarding annual sales. Robot sales in Japan followed a decreasing trend between 2005 (with the peak of 44,000 robot units) and 2009 (when sales dropped to only 12,800 units). Between 2010 and 2014, robot sales increased by 8% on average per year (CAGR).
  • Italy is the second largest robot market in Europe after Germany. Worldwide, it ranked 7th in 2014. Total sales of industrial robots were up by 32%, to about 6,200 units in 2014. This was the second highest level ever recorded for one year after 2001. This is a clear sign of economic recovery in Italy. Between 2010 and 2013, annual robot sales to Italy were rather weak due to the critical economic situation. The French robot market also recovered substantially in 2014, by 36% to almost 3,000 units. Sales to Turkey continued to increase in 2014. Robot sales in the Czech Republic and in Poland increased substantially, while other Central and Eastern European markets were down in 2014.
  • In Spain, sales of industrial robots decreased by 16% to about 2,300 units in 2014. After considerable investments in Spain between 2011 and 2013, sales to the automotive industry were significantly down in 2014, while almost all other industries continued to increase robot investments substantially. Sales of industrial robots to the United Kingdom further decreased in 2014 to almost 2,100 units after considerable investments of the automotive industry in 2011 and 2012. Robot sales to Belgium/Netherlands, which had followed an increasing trend up to 2013, decreased in 2014. Sales to Sweden were also down in 2014.

robotstats